Il Retail cambia pelle nel 2026: perché l’espansione oggi passa per il brand refitting e l’omnicanalità.

L’incertezza geopolitica globale e il conseguente rallentamento dei consumi stanno disegnando uno scenario complesso per le famiglie italiane. Eppure, l’ultimo report del Centro Studi Confimprese (in collaborazione con Global Strategy) fotografa una realtà sorprendente per il retail organizzato: le aziende non si fermano, ma cambiano strategia.

Rispetto allo scorso anno, si registra una crescita del 5,9% nei piani di apertura, con quasi 6.000 nuovi punti vendita previsti in Italia tra ristorazione, fashion e altro retail, capaci di generare oltre 35.000 posti di lavoro.

Ma attenzione a non leggere questo dato in modo superficiale. Non siamo davanti a un’espansione indiscriminata, bensì a una ricomposizione strategica a medio-lungo termine. Le aziende stanno investendo su format più efficienti, location mirate e, soprattutto, su una profonda trasformazione dell’esperienza d’acquisto.
Cosa significa questo per chi gestisce un brand o una rete di punti vendita? Significa che la sfida si è spostata su due tavoli cruciali: il refitting d’identità e l’integrazione digitale.

La grande onda del “refitting”: se il prodotto non basta più, serve un’esperienza.

I dati parlano chiaro: accanto alle nuove aperture, le chiusure rimangono limitate. La vera tendenza del 2026 è il rinnovamento dell’esistente: ben 4 aziende su 5 hanno pianificato interventi di refitting (ammodernamento dei locali) e il 64% prevede azioni di riqualificazione dei negozi attuali.

Nel settore abbigliamento-accessori (che sconta una maggiore saturazione del mercato), la percentuale di aziende che punta sul refitting tocca addirittura il 100%.

Rinnovare uno spazio fisico (il retail design), oggi, significa tradurre visivamente i valori del brand in uno spazio che sia esperienziale, memorabile e instagrammabile. Il punto vendita, oggi, deve attrarre il consumatore non solo per quello che vende, ma per l’atmosfera che fa vivere.

Negozi come hub: l’unione indissolubile tra fisico e digitale.

Un altro pilastro fondamentale emerso dall’analisi di Confimprese è la forte spinta verso una maggiore integrazione tra canali fisici e digitali. I nuovi format commerciali non sono più concepiti come semplici “scatole di vendita”, ma come veri e propri hub di relazione con il cliente.

Sia che si scelga il posizionamento nei centri commerciali (canale d’elezione per il 75% dei retailer), sia che si punti sui negozi di prossimità (38%) o sui retail park (28%), il negozio fisico deve dialogare costantemente con l’ecosistema digitale del brand.

Coniugare prudenza e visione: la ricetta per il futuro.

Come ha, giustamente, evidenziato Mario Resca, presidente di Confimprese:

«Le nuove aperture riflettono quindi un retail che cambia pelle: negozi più vicini ai territori, più connessi ai canali digitali e sempre più centrati sui bisogni di un consumatore in trasformazione. È in questa capacità di adattamento che il settore dimostra la propria resilienza. […] La sfida, oggi, è coniugare prudenza e visione: gestire l’incertezza del presente senza rinunciare a costruire le basi della crescita futura».

Grandi player come il Gruppo Teddy o Morellato nel fashion, Burger King nella ristorazione o Arcaplanet e Facile.it, nell’altro retail, stanno già tracciando la strada con piani di sviluppo imponenti.

Per le medie imprese e le reti di vendita che vogliono rimanere competitive, il messaggio è univoco: il mercato premia chi innova. Non serve necessariamente aprire cento nuovi store, serve far fruttare al massimo quelli esistenti, rendendoli digitalmente connessi, visivamente irresistibili e strategicamente posizionati.

Quando ogni touchpoint racconta la stessa storia, il retail smette di essere un luogo di vendita e diventa un ecosistema coerente, riconoscibile e capace di trasformare l’interesse in relazione.

(Fonte: Centro Studi Confimprese / Global Strategy, aprile 2026.)

Newsletter Sferica

Scopri in anteprima tutte le novità dal mondo Sferica. Iscriviti ora alla nostra newsletter.